Note storiche
Il turismo è un
fenomeno relativamente recente e può essere considerato
come il combinarsi di diversi fattori quali: lo sviluppo
dei trasporti e delle comunicazioni, l'aumento del tempo
libero disponibile e il miglioramento delle condizioni
di vita della collettività.
Le
prime esperienze turistiche, nel senso moderno della
parola, possono essere considerate quelle realizzate
nella prima metà del Settecento da giovani dell'aristocrazia
e da intellettuali inglesi, francesi e tedeschi che iniziano
ad andare alla scoperta dei paesi mediterranei, seguendo
un itinerario classico denominato
Grand Tour.
Un'esperienza
che si prolungherà lungo tutto
l'Ottocento, per concludersi definitivamente alle soglie
del Novecento quando nuove classi sociali accederanno
a questa particolare forma di impiego del tempo libero.
Nel momento in cui i ceti medi e le classi lavoratrici,
negli Stati Uniti con il
New Deal di Roosvelt
nel 1932 e in Europa occidentale dopo la seconda guerra
mondiale, possono beneficiare del tempo libero, il turismo
di élite comincia a trasformarsi in turismo di
massa.
Alle origini del turismo industriale
Per
cogliere la specificità del turismo culturale
e, in modo specifico, di quello industriale, è bene
ripartire dalla riflessione di come il turismo si sia
trasformato, passando da un fenomeno circoscritto ad
alcuni settori della popolazione a un fenomeno esteso
a tutti gli strati sociali, fino ad assumere dimensioni
quasi industriali.
L'esperienza turistica concepita come
un percorso organizzato, standardizzato e ripetitivo,
se può essere stata
letta come riduttiva ha portato in tempi successivi alla
riflessione di come, in realtà, essa possa essere
concepita anche come un esperienza educativa.
La distinzione
che in questi ultimi anni si è venuta
a creare all'interno dell'offerta turistica, differenziata
sempre più in vari sottosistemi - turismo di avventura,
turismo culturale, turismo ambientale, turismo eno-gastronomico,
ecc - rileva come esistono tre ordini di problemi:
- l'esistenza di meccanismi attraverso cui le diverse
tipologie di fruitori accedono alle differenti forme
di svago e, quindi, anche di turismo
- l'evoluzione che subiscono nel tempo i luoghi del
turismo
- l'organizzazione dell'offerta turistica.
I primi due problemi sembrano collegati tra loro in
quanto l'evoluzione dell'offerta dei luoghi del turismo
sembra essere strettamente legata all'evoluzione della
domanda.
Riguardo la genesi della domanda di turismo culturale,
di cui il turismo industriale può essere considerato
un sottosistema, si può fare risalire al momento
in cui, a partire dagli anni Ottanta alcuni soggetti
- associazioni, fondazioni senza fine di lucro, privati,
intellettuali ecc- riconoscendosi reciprocamente come
espressione e rappresentanza informale di valori e interessi
diversi ed affini si percepirono e furono percepiti come
un insieme organizzato. Un insieme definibile con il
termine di "comunità culturale" che
iniziò a chiedere, con insistenza, una maggiore
fruizione del patrimonio culturale.
Un avvenimento può essere
letto come l'inizio di un profondo cambiamento nell'offerta
turistica. Nel 1980 l'Olivetti decise di sponsorizzare,
oltre al restauro, un'esposizione itinerante in alcune
importanti città italiane
dei cavalli della Basilica di San Marco a Venezia. Lo
straordinario successo di pubblico dell'evento rivelò come
l'opinione pubblica fosse disponibile per fruire momenti
di valorizzazione culturale. Da quel momento, grazie
anche a un percorso normativo parallelo che permise,
nel corso degli ultimi decenni, l'ingresso dei privati
all'interno del sistema culturale facilitando l'organizzazione
di momenti espositivi abbinati alla fruizione dei più tradizionali
percorsi turistici, cominciò ad emergere il concetto
di turismo culturale.
Negli anni successivi iniziò ad
ampliarsi il concetto stesso di bene culturale che
non venne più identificato esclusivamente nei
più tradizionali beni storici e artistici e ambientali,
ma si estese fino ad includere le testimonianze della
storia materiale, con la creazione di numerosi musei
dedicati agli aspetti antropologici della cultura per
arrivare ad includere, negli anni Novanta, anche testimonianze
della storia industriale.
Già a partire dagli anni
'80, grazie alle sollecitazioni dello storico dell'arte
Eugenio Battisti, si era cominciato a parlare anche in
Italia di archeologia
industriale, sulla
falsariga di quanto era già avvenuto in Gran Bretagna
negli anni Cinquanta. L'utilizzo di questo termine vuole
indicare strutture, per lo più ormai dismesse,
che possono essere considerate testimonianze della rivoluzione
industriale. Sullo sfondo dei primi censimenti effettuati
in quel periodo, si poteva leggere da parte di alcuni
studiosi una giusta preoccupazione per la tutela di quei
manufatti che, non essendo letti come beni culturali
correvano il rischio di essere distrutti. Ma è alla
fine degli anni Novanta, con l'identificazione del fenomeno
dei musei
d'impresa e con la conseguente
riflessione su come queste nuove tipologie di beni potessero
essere inserite all'interno del sistema culturale, che
nasce il concetto di turismo industriale.
L'offerta turistica si arricchisce così di nuovi
segmenti: alla visita di manufatti di archeologia
industriale vengono affiancate
altre sottoclassi di beni culturali-industriali, la cui
fruizione vuole assolvere a una funzione prevalentemente
didattico-conoscitiva. Si cominciano, infatti, a considerare
in un'ottica di valorizzazione e di promozione del territorio:
archivi e musei
d'impresa; aziende che sviluppano un'attività industriale;
sedi di attività economiche come banche, assicurazioni,
camere di commercio; infrastrutture collegate ai trasporti;
edifici creati per la collettività; villaggi
industriali ed architetture in grado di
testimoniare le differenti fasi dello sviluppo industriale.
Vengono
organizzati in modo sporadico i primi itinerari all'interno
del territorio urbano ed extraurbano, con la realizzazione
delle prime guide turistiche e l'ideazione di corsi di
formazione per creare operatori in grado di occuparsi
della valorizzazione del patrimonio industriale. Oggi,
nell'ambito del turismo industriale, l'identificazione
della domanda sembra essersi incontrata con la definizione
e l'identificazione di nuovi luoghi turistici. L'organizzazione
dell'offerta turistica in modo sistematico e organico dovrà avvenire
attraverso la definizione e la realizzazione di sistemi
turistici locali, che dovranno sviluppare le nuove possibilità offerte
dalla costruzione di percorsi di turismo industriale, valutandoli
e inserendoli all'interno di un'ottica di marketing territoriale.