L’energia accompagna l’evoluzione
dell’uomo dalla sua origine. Dall’energia solare,
all’energia della luna a quella geotermica, da millenni
l’uomo cerca di imbrigliarle, trasformarle, renderle
disponibili per costruire il proprio sviluppo. Oggi, nella
società della tecnologia, proseguiamo il cammino
tracciato dalle trasformazioni della rivoluzione industriale,
con un impatto sempre più evidente sulla biosfera,
ma anche con nuove speranze e scenari che fanno sperare
in un futuro sempre più pulito.
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Quasi tutta l’energia disponibile può essere fatta risalire
al Sole (combustibili fossili, biomassa, vento e radiazione incidente)
e ai processi di evoluzione cosmica che hanno preceduto la nascita del
sistema solare (energia nucleare). Quantità meno importanti derivano
dai moti della Luna (maree) e dall’energia all’interno della
Terra (energia geotermica). Le riserve di combustibili fossili sono ingenti,
ma, a causa del continuo aumento della domanda globale, si depauperano
a una velocità 100 000 volte superiore a quella con cui si formano.
Tuttavia, la quantità di combustibili fossili ancora da estrarre è stimata
sufficiente per altri 120-150 anni agli attuali ritmi di consumo.
Il controllo delle trasformazioni energetiche su larga scala ha avuto inizio
con la rivoluzione industriale, originatasi fra i secoli XVIII e XIX in
Inghilterra, dove l’ambiente politico e culturale era pronto per
la sfida e il clima intellettuale era fortemente influenzato dall’opera
di Adamo Smith, "La ricchezza delle nazioni". L’utilizzo
su vasta scale delle macchine nella produzione industriale modificò profondamente
sia i processi di organizzazione del lavoro, sia il carattere complessivo
del sistema economico e sociale.
Contemporaneamente, lo sviluppo e il progredire delle discipline scientifiche
affermava alcuni principi teorici fondamentali legati alle trasformazioni
di energia e al suo impiego ottimale, primi fra tutti quello della conservazione
dell’energia e dell’impossibilità di realizzare il moto
perpetuo. Praticamente si stava affermando la consapevolezza che in natura
nulla si crea e nulla si distrugge, ma che tutto si trasforma. Le tappe
fondamentali di questo chiarimento e il filo conduttore che le unisce passano
attraverso i nomi di Helmotz, Carnot, Clausius, Kelvin, Joule. Poi arrivarono
l’elettricità e la rivoluzione dei motori a combustione interna,
le automobili, gli aeroplani, le industrie chimiche e metallurgiche. Qui
le tappe portano i nomi di Faraday, Maxwell, Galileo Ferraris, solo per
citarne alcuni. Il petrolio si impose come combustibile e come materia
prima per l’industria petrolchimica e non solo.
Alla fine del XX secolo la società ha vissuto un’altra rivoluzione,
tuttora in corso, passando dalla società delle materie prime alla
società della conoscenza: l’informatica, i calcolatori, i
materiali avanzati, le biotecnologie, l’optoelettronica, tutti settori
che richiedono però, sempre e ancora energia. Non c’è dubbio
che il consumo di energia sia destinato a crescere e l'utilizzo di quantità di
energia sempre maggiori e di tecnologie sempre più potenti rappresenta
una formidabile sfida per l'umanità contemporanea. Per la prima
volta nella storia del pianeta una specie vivente è in grado di
trasformare radicalmente l'intera biosfera. Se queste trasformazioni dovranno
portare a un nuovo equilibrio, anziché alla catastrofe ecologica
e civile, il livello di coscienza, di responsabilità e di maturità politica
degli esseri umani dovrà progredire almeno di pari passo con lo
sviluppo della tecnologia. |